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Il problema dello smaltimento dei rifiuti

Page history last edited by PBworks 12 years, 2 months ago

 

DIFFERENZIAZIONE, RIDUZIONE, RIUSO E RICICLAGGIO DEI RIFIUTI

 

 

 

La produzione di rifiuti rappresenta un grande problema su tutto il pianeta ed è la spia di procedimenti industriali e commerciali che impiegano una quantità eccessiva di risorse rispetto al prodotto finale.

Il riciclaggio e il riuso, sono facili accorgimenti che si possono adottare comodamente nella vita di tutti i giorni e rappresentano i metodi più praticati per ridurre i rifiuti alla fonte e a destinazione finale. Un'accorta raccolta differenziata può facilitare il recupero di rifiuti, che una volta separati sono pronti per essere riciclati. Il riuso , che ci permette di utilizzare di nuovo cose già usate destinandole ad altre funzioni anche diverse dalle primitive, diventa una pratica fondamentale perchè permette di diminuire il flusso dei rifiuti destinati a smaltimento finale rimettendo sul mercato un bene già usato, il cui ciclo di vita sarà allungato in accordo col principio di un uso più sostenibile delle risorse. 

 

 

 

 

CHE COS'E'

 

 

E' importante iniziare con la definizione di rifiuto.

L'elemento distintivo fra un rifiuto e qualcosa che non lo è, non può risiedere nella qualità della cosa, né in caratteristiche oggettive, come ad esempio aver cessato di svolgere la sua funzione originaria. Spesso ciò che è rifiuto per un'attività umana può essere risorsa per un'altra attività (es: un vestito di alta moda portato una volta può essere un rifiuto per una attrice famosa, ma l' "abito della festa" per un'altra persona).

Il Decreto Ronchi del 1997, prevede la gestione dei rifiuti attraverso una scala di priorità, in modo da ridurre al minimo lo smaltimento finale dei rifiuti in discarica

- riutilizzo

- riciclaggio

- recupero come materia prima

- recupero energetico come CDR (combustibile derivato da rifiuti)

- recupero di energia dai rifiuti tal quali

- smaltimento finale in discarica

aggiungendo inoltre che "Il riutilizzo , il riciclaggio e il recupero di materia prima debbono essere considerati preferibili rispetto alle altre forme di recupero ".

Per fare chiarezza sui termini utilizzati, e talvolta usati con lo stesso significato nel linguaggio comune, diamo le seguenti definizioni:

Raccolta differenziata La raccolta differenziata consiste nel dividere elementi molto diversi tra di loro (per esempio la carta, dalle lattine e dal vetro, dai rifiuti organici), cosicché al momento dello smaltimento finale, i rifiuti siano pronti, alcuni ad essere smaltiti, altri ad essere recuperati attraverso il riciclaggio.

Riciclaggio Il riciclaggio consiste nel recupero di materiali di scarto o di rifiuto riutilizzabili in un nuovo ciclo produttivo e avviene dopo un processo di differenziazione dei rifiuti, si osserva quindi che il materiale utilizzato è considerato rifiuto da chi se ne disfa.

Riutilizzo . Non è specificatamente normato dal Decreto. La definizione riportata sul vocabolario Zingarelli della lingua italiana, con riutilizzare intende: "utilizzare di nuovo cose già usate destinandole ad usi anche diversi dal primitivo (esempio: un giornale vecchio per incartare).

E' evidente che il riutilizzo:

- allunga il ciclo di vita dei beni in accordo con un uso più sostenibile delle risorse

- diminuisce il flusso dei rifiuti destinati a smaltimento finale rimettendo sul mercato un bene già usato (che altrimenti finirebbe in discarica) e riduce il consumo di materie prime per la produzione di un bene nuovo.

 

 

 

A COSA SERVE

 

 

 

La produzione di una grande quantità di rifiuti rappresenta da tempo un grande problema su tutto il pianeta:da un lato è la spia di procedimenti industriali e commerciali che impiegano una quantità eccessiva di risorse rispetto al prodotto finale; dall'altro fa si che lo smaltimento dei rifiuti impieghi territorio e risorse con discariche ed inceneritori.

Indicativo è ciò che nel 1970 un gruppo di studiosi riuniti nel "Club di Roma" annuncia: le risorse della Terra non sono infinite e se non cominciamo a vivere secondo uno stile di vita più sobrio, presto si esauriranno.

La raccolta differenziata, il riciclaggio e il riuso sono facili accorgimenti che si possono adottare comodamente nella vita di tutti i giorni; sono i metodi più praticati per ridurre rifiuti alla fonte e a destinazione finale.

 

 

 

QUANDO E COME NASCE

 

 

Le abitudini della popolazione europea, e più in generale della popolazione appartenente al nord del mondo, ha subito un grande cambiamento in seguito allo sviluppo industriale. Questo tipo di sviluppo, sotto la spinta della conquista del mercato, ha portato al limite lo sfruttamento delle risorse naturali, il cui consumo, è stato fino a qualche anno fa considerato a costo nullo. Nel corso degli ultimi decenni tuttavia, sulla base della constatazione delle condizioni di acuto degrado dell'ambiente naturale, sia a livello locale, sia a livello planetario, si è manifestata da parte dei cittadini, una forte domanda di protezione e salvaguardia dell'ambiente. Quanto sopra descritto è stato seguito dall'evoluzione normativa.

Il 25/1/1957, fu firmato il Trattato di Roma che istituiva la Comunità Economica Europea (CEE).

La creazione della Comunità Europea, aveva come obiettivo principe lo sviluppo in campo economico e l'unità nella regolazione dei mercati, con riguardo all'ambiente.

Nel 1972 la Conferenza dei Capi di Stato riconosce un "limite alla crescita" : l'ambiente non è più considerato un bene libero di essere sfruttato.

Nasce la necessità di attuare una politica comune dell'ambiente e nasce il primo programma d'azione comunitaria in materia ambientale con riferimento al periodo 1973-1977.

Recentemente è entrato in vigore il VI Programma che ha come riferimento temporale il 2000-2010 con lo scopo di finalizzare l'attività di tutti gli attori sociali al raggiungimento dello sviluppo sostenibile, anche attraverso l'ampliamento degli strumenti per la tutela dell'ambiente.

Le aree prioritarie sono quattro

- cambiamento climatico

- natura e biodiversità

- ambiente e salute

- uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti.

In ordine all'ultima area il Programma sottolinea che "Uno degli aspetti più problematici della politica ambientale dell'UE è l'inesorabile accumulo di rifiuti; il Programma "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" propone di sganciare la produzione di rifiuti dalla crescita economica, ad esempio ponendo maggiore attenzione sul riciclaggio e sulla prevenzione, da perseguire mediante una politica integrata dei prodotti."

 

 

 

LEGGE IN MATERIA

 

 

 

Legge 475/88 prevede, a partire dal 1° settembre 1990, l'obbligatorietà per i Comuni di organizzare la raccolta differenziata dei Rifiuti Urbani, dando l'avvio alla raccolta generalizzata di vetro, carta, plastica, ecc.; istituisce i Consorzi Nazionali Obbligatori per il riciclaggio dei contenitori o imballaggi per liquidi, in vetro, metallo e plastica.

D.Lgs. 22/1997 si fonda su due principi di ordine generale:

- considerare il rifiuto come risorsa da utilizzare

- gestire i rifiuti secondo una scala di priorità

L'articolo 3 tratta la prevenzione della produzione di rifiuti, introduce principi ed individua strumenti per la riduzione della quantità, volume e pericolosità dei rifiuti attraverso un approccio che prenda in considerazione tutto il ciclo di vita dei prodotti: progettazione, fabbricazione, distribuzione, commercializzazione, consumo e post-consumo, lo sviluppo di tecnologie pulite, promozione di ecobilanci, promozione di accordi e contratti di programma.

 

 

 

IL PANORAMA ATTUALE

 

Dai dati forniti dall'Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR), ricavati dalle schede per la certificazione delle raccolte differenziate che i Comuni dell'area fiorentina (Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Firenze, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa) hanno inviato annualmente, si vede come sia aumentata la produzione complessiva dei rifiuti urbani totali, in un periodo di tempo che va dal 1998 al 2004. Si è passati infatti ad una produzione dei rifiuti di poco più di 344.000 t. prodotte nel 1998 a quasi 420.000 t. nel 2004, ovvero da 573 kg/ab/anno a 705/ab/anno.

La raccolta differenziata dei rifiuti è generalmente organizzata attraverso il cosiddetto sistema multipostazione che prevede la collocazione per strada di tre/quattro contenitori, i cassonetti, ognuno relativo ad una o più tipologie di rifiuti' in cui i cittadini possono conferire i propri dopo averli preventivamente differenziati. Esistono interessanti sperimentazioni alternative al tipo di raccolta vigente, che sono riuscite a far ottenere ottimi risultati in termini di raccolta differenziata. Nel Veneto una ventina di Comuni, riuniti nel Consorzio Priula, hanno deciso di intraprendere la " raccolta porta a porta" dei rifiuti urbani: in questo modo hanno ottenuto dal 2000 al 2005 la diminuzione del rifiuto secco, quello che viene portato in discarica, da 277 Kg pro capite a 90 Kg, nonchè il totale recupero di tutti i materiali raccolti con la raccolta differenziata, anch'essa più che raddoppiata visto che è passata dal 33,74% al 75,63%.

 

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA "PORTA A PORTA"

 

La raccolta differenziata "porta a porta" ha di diverso rispetto al sistema dei cassonetti stradali il fatto che questi "spariscono" e che i cittadini devono depositare i loro rifiuti, separati per tipologia e posti in appositi sacchetti od altri contenitori differenziati, in orari ben precisi presso il proprio portone; rifiuti che poi verranno prelevati dagli addetti dell'Azienda di Igiene Urbana (nell'hinterland di Firenze Quadrifoglio o Safi).

Questo "innovativo" sistema di raccolta differenziata sta prendendo campo anche a Firenze. Infatti dal 13 marzo 2006 nei borghi storici di Peretola e Petriolo è partita una sperimentazione della raccolta porta a porta, allo scopo di aumentare in quella zona il livello della raccolta differenziata che raggiungeva una percentuale veramente minima. Questa sperimentazione ha investito circa tremila fiorentini, i quali hanno accettato di buon grado di cambiare le proprie abitudini pur di ottenere un importante risultato in termini di civiltà e di miglioramento della qualità della vita.

 

 

 

CHE FARE

 

 

E' vero il principio per cui "in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma", quindi il concetto stesso di rifiuto contiene un contro senso; la natura non rifiuta niente, tutto viene assimilato dal nostro ambiente, spetta a ciascuno di noi fare in modo che ciò avvenga nel modo giusto anzi conveniente.

E' quindi necessario cambiare ottica e al posto della pattumiera, vedremo comparire un piccolo deposito di sostanze utili, se non addirittura preziose. Ecco, di seguito alcuni consigli:

- Comprare meno per gettare meno; utilizzare un oggetto il più possibile e quando si rompe, cercare di ripararlo

- Comprare mobilio o vestiario nei negozi o mercati dell'usato

- Passarsi gli abiti in famiglia e tra gli amici. Oppure portarli presso le associazioni che raccolgono questi materiali per chi potrebbe ancora riutilizzarli (es. Croce Rossa, Caritas, Mani Tese)

- Riutilizzare fogli già scritti su di un lato per ulteriori appunti; le buste di plastica per fare di nuovo la spesa o mettere i rifiuti

- Cercare di comprare oggetti resistenti e non usa e getta. Possibilmente non in plastica: prediligere vetro e cartone.

- Acquistare, se possibile, prodotti in plastica biologica fatta con sostanze vegetali (come il mais) che risultano biodegradabili.

- Scegliere prodotti con meno imballaggi.

- Acquistare pile più durevoli con dose minore di mercurio. Acquistare modelli ricaricabili.

- Fare la raccolta differenziata in casa: richiede poco tempo, basta prestare attenzione le prime volte e porre in casa due o tre cestini in modo da differenziare tra rifiuti organici, carta, plastica e vetro, aiutiamoci con i colori (giallo per la carta, verde per il vetro....).

- Portare i materiali usati, già separati, presso le stazioni ecologiche e le piattaforme

- Riutilizzare gli scarti organici come concime per il giardino. Si possono acquistare le compostiere in negozi per giardinaggio e casalinghi e presso il Quadrifoglio. E' utile ricordare che chi produce compost può avere uno sconto sulla T.I.A (ex TARSU), ovvero tassa sui rifiuti . Esistono vari manuali sul compostaggio reperibili presso associazioni ambientaliste o enti che si occupano di riciclaggio. Informazioni al riguardo si trovano anche su internet.

- In ufficio e a casa: non stampare se non è strettamente necessario.

- Le cartucce esaurite di stampanti e fotocopiatrici possono essere ricaricate nuovamente

- Molto importante riciclare l'alluminio che non è biodegradabile ed è raro e costoso da produrre.

Ricordiamo infine che un acquisto, per essere sostenibile, deve:

- essere necessario

- essere durevole

- essere fatto con materiale riciclato

- avere poco imballaggio

- essere possibilmente di seconda mano

- essere un prodotto biologico

- favorire il risparmio energetico

- essere prodotto localmente

- essere prodotto senza sfruttamento dei lavoratori

- essere un prodotto "equo e solidale"        

 

                                                                                                                                                Silvestri Antonella

                                    QUINTA B                                                                                           Zito Giovanni

                                                                                                                                                Silvestri Marica

                                                                                                                                                D' Amante Giulio

                                                                                                                                                Dell Osso Diana 
 

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